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Il video realizzato propone una visione del quartiere di Sant’Elena raccontato dal punto di vista del parroco, dimostratosi disponibile nel raccontarci la storia di come è nato la zona e come è vissuto dalla comunità. Il tutto reso dall’efficacia di uno scorrimento di immagini che seguono un andamento circolare, come rappresenta la storyboard.
<p><a href=”https://vimeo.com/251037044″>Sant’Elena Eden d Venezia</a> from <a href=”https://vimeo.com/user78947746″>giulia gubellini</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a&gt;.</p

 

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L’Eden di Venezia: Sant’Elena

  • Sant’Elena: un luogo astratto da ogni contradditorietà della contingenza

Sant’Elena è un quartiere del centro storico di Venezia, situato alla fine della lunga riva che, da San Marco, porta ai Giardini della Biennale.

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Vista aerea di Venezia con zoom su Sant’Elena

Non appena si scende dal vaporetto si è travolti da una strana ma piacevole sensazione, impercettibile nelle altre zone del centro storico. Sant’Elena appare come un luogo edenico, lontano dalle solite immagini  delle calli affollate di turisti.

Il battello: un mezzo necessario ed efficace 

Un primo elemento che contraddistingue nettamente Sant’Elena da Venezia è la frequenza di persone che prendono, occasionalmente o quotidianamente, il battello. Questa prima contrapposizione, si evince con più chiarezza dal seguente video, il quale racconta di  una fermata spoglia e principalmente usufruita dai residenti veneziani e poi della massa caotica di turisti che si affollano attorno all’ attracco più utilizzato dell’isola.

 

Il verde: un principio edenico essenziale

A differenza di Venezia, dove il verde è per lo più circoscritto ad aree limitate, a Sant’Elena il costruito si inserisce perfettamente con il verde circostante. A prima vista, la vegetazione appare quasi predominante rispetto all’edificato, tuttavia non privandolo della dignità dello stile architettonico veneziano, solitamente messo in risalto dall’accostamento ai canali d’acqua.

Il Giardino delle Rimembranze è, infatti, popolato quasi esclusivamente da residenti: chi porta a spasso il cane, chi i bambini a giocare, chi fa sport e chi una tranquilla passeggiata.

  • Distribuzione del verde

    Un’ altro motivo per cui Sant’Elena diverge dal resto dell’isola è la distribuzione del verde lungo le vie di percorrenza pedonale.

    Qui sotto sono riportate due foto rappresentative: a sinistra il sinuoso viale che attraversa la zona di Sant’Elena, delimitato da una vegetazione rigogliosa e capace di trasmettere una serenità e una pace non comuni nel centro storico di Venezia, totalmente differente dall’immagine a destra, che mostra una lunga calle, percorsa ad intermittenza da aiuole verdi circostritte e delimitata da edifici in stile gotico-veneziano.

  • Le vie di percorrenza: punti di collegamento funzionali

    La dissonanza di Sant’Elena rispetto al resto di Venezia, si fa sentire ancora una volta per quanto riguarda le vie di percorrenza.

    Le seguenti immagini mostrano la quasi “desolazione” di una delle calli di accesso agli edifici residenziali di Sant’Elena (che si sta sempre più spopolando), a confronto con Strada Nuova, una delle vie più affollate e caotiche del centro storico.


    <p><a href=”https://vimeo.com/251056248″>Nuovo progetto 01-14 (4)</a> from <a href=”https://vimeo.com/user78947746″>giulia gubellini</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a&gt;.</p>
  • Marina Sant’Elena: il nucleo fondativo

Marina Sant’Elena nasce come un progetto che prevede darsena* e strutture a terra che sorgono oggi, sull’area del Cantiere Celli: celebre costruttore motonautico attivo tra il primo Novecento e gli anni Sessanta. La nuova proprietà intende ripartire con le costruzioni motonautiche di alto prestigio. Sant’Elena riveste, dunque, una grande tradizione, rendendone partecipi tutti i propri ospiti.

Dalle imbarcazioni agli ormeggi si gode di una veduta unica.

Impeccabili sono i servizi a terra previsti dal progetto: rimessaggio, negozi, ristoranti, beauty farm che danno luogo ad un contesto moderno ed elegante, perfettamente inserito nel paesaggio, reso esclusivo dalla storica bellezza del luogo.

Costruita in modo da essere riparata dalla Bora e dalla Tramontana, la darsena garantisce la calma d’acqua pure quando soffia lo Scirocco. Apprezzabile è anche, la protezione dal moto ondoso prodotto dal passaggio delle barche a motore. Tutto questo, a brevissima distanza dall’antico arsenale navale della Serenissima Repubblica, tuttora perfettamente conservato: un luogo che ha segnato la storia di Venezia.

Sant’Elena rappresenta un elemento che rende Venezia unica al mondo: la sua laguna. Ormeggi da cui spaziare a perdita d’occhio, ricca di colori e testimonianze umane. Oppure, da apprezzare ogni qualvolta si provi il desiderio di concedersi un fine settimana tra le splendide isole della laguna.

*Una darsena è in generale un “bacino acqueo artificiale” utilizzato per l’ormeggio e il rimessaggio di imbarcazioni.

( sito http://www.marinasant’elena.com )

  • I Giardini della Biennale

  • Origini dei giardini della Biennale

    I giardini sorgono verso il margine orientale di Venezia e furono realizzati da Napoleone, agli inizi dell’Ottocento. Diventati ora sede tradizionale delle Esposizioni d’Arte della Biennale fin dalla prima edizione nel 1895.


    <p><a href=”https://vimeo.com/251056179″>Nuovo progetto 01-14 (2)</a> from <a href=”https://vimeo.com/user78947746″>giulia gubellini</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a&gt;.</p>

    Fu il successo ottenuto dalle prime edizioni della Biennale (oltre 200.000 visitatori nel 1895, oltre 300.000 nel 1899) a dare il via nel 1907 alla costruzione dei padiglioni stranieri, che si aggiunsero al già edificato Padiglione Centrale.

    I Giardini ospitano oggi 29 padiglioni di paesi stranieri, alcuni di questi ideati e realizzati da celebri architetti, ad esempio il padiglione dell’Austria di Josef Hoffmann, il padiglione dell’Olanda di Gerrit Thomas Rietveld o il padiglione della Finlandia, un prefabbricato a pianta trapezoidale progettato da Alvar Aalto.

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    https://vimeo.com/sign_up

  • Lo spirito di Sant’Elena

  •  La storia

    Fra i tantissimi corpi di Santi che sono conservati nelle chiese di Venezia troviamo anche una mamma: Sant’Elena.

    Elena era infatti la madre dell’imperatore romano Costantino che, con l’editto di Milano del 313 d.C., diede la libertà di culto ai Cristiani.

    Sant’Elena è ricordata per aver scoperto, archeologa ante litteram, la croce e i chiodi che avevano crocifisso Gesù. Alla sua morte fu sepolta a Roma, poi il corpo fu trasferito a Costantinopoli e infine nel 1211 le reliquie di Sant’Elena furono portate a Venezia.

    Narra la leggenda che la nave che trasportava le spoglie di Sant’Elena, appena entrata nella laguna di Venezia, andò ad arenarsi vicino all’isola di Olivolo, proprio dove, su una vicina isoletta, era stata edificata una piccola cappella dedicata alla Santa. I marinai provarono ad alleggerire la barca scaricando sull’isoletta vicina tutta la mercanzia e naturalmente anche l’urna con le reliquie e allora la nave riprese a galleggiare, ma quando fu di nuovo issata a bordo l’urna della Santa, la nave tornò ad incagliarsi. ‘Forse la Santa vuole rimanere qui’ – si dissero i marinai – e così lasciarono le reliquie nella cappella, che divenne poi una splendida chiesa gotica, meta di pellegrinaggio per tutte le mamme del mondo.

    ( https://www.venetoinside.com/it/aneddoti-e-curiosita/post/reliquie-di-sant-elena/ )

  •  Conclusione

    In conclusione, il motivo per cui Sant’Elena è rimasta illesa dal turismo di massa di Venezia, potrebbe essere il volere della Santa, di proteggere il luogo e mantenere quel suo carattere edenico, appunto “astratto da ogni contradditorietà della contingenza”.